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La cena

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Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle ghiottonerie della mensa, ma dalla compagnia.
[Marco Tullio Cicerone]

 

E' un bianco abbagliante quello che rapisce l'occhio. Bianche le tovaglie, bianchi i piatti, i tovaglioli e le sedie. Un bianco abbacinante. E poi sopra i tavoli un porta-candele d'oro con tre bracci, ognuno dei quali porta una candela blu. Le pareti sono gialle e intorno agli archi che spezzano il salone in sette navate c'è una cornice di mattoncini, dello stesso colore del cotto che copre il pavimento.
Si può bisbigliare perché la musica di sottofondo è appena percettibile e i tavoli sono sufficientemente lontani, così che le voci giungono all'orecchio soffuse. Il mormorio ovattato dei commensali che chiacchierano, le distanti risate allegre e il tintinnare delle posate e dei bicchieri rendono l'atmosfera piacevole.
L'ambiente ha un profumo fresco e leggero: arancia e viole, forse gelsomino.
M prende la carta dei vini, come sempre tocca a lui decidere. Li scorre attentamente e cerca di scegliere una bottiglia che piaccia a C, soprattutto a lei; un rosso che le si addica, elegante, armonico, profumato e sensuale. Non può non pensare alla sua terra e al Barbaresco, nobilitato dal profumo delle viole, dei gerani, della campagna d'estate, del legno, del fieno, della noce moscata. "Riserva" ovviamente.
Il cameriere si avvicina, prende l'ordinazione e pone sul tavolo i bicchieri adatti.
"Acqua?"
"No, per carità no" risponde M sorridendo.
Poi solleva il menu. E pensa ancora a lei, sa che le piacerà. Vorrebbe alzarsi e andare dall'altra parte del tavolo. Baciarla.
Una cena meravigliosa, senza dubbio. Senza fronzoli, francesismi e pretenziosità da nouvelle cousine, ma fragrante e armonica, dove prima ancora della cucina si esaltano le materie prime di grande qualità.
"Desidera un dolce?"
M pensa a quanto le piacciano i dolci, rilegge la carta dei dessert.
"E' possibile avere un assaggio di un po' di tutto? Con moscato passito di Chammbave"
Chambave , ci sono nato vicino, pensa.
A fine cena comincia a farsi sentire il calore e l'ebrezza del vino che stampano un sorriso stolido sul suo volto. E' giunto il momento di andare in un altro posto, riflette.
"Per cortesia il conto"
Il cameriere ritorna sempre affettato nei modi e lascia sul tavolo un elegante cartellina di cuoio.
M prende la ricevuta:
un antipasto
un primo
un contorno
dolce
vino
coperti: 1
... M alza gli occhi e guarda la sedia vuota di fronte a lui ... il liquore lo offre la casa.
Si alza ed esce.

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